International Yoga Day 2015

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International Yoga Day 2015

DIECI PRINCIPI DÌ TAIJIQUAN


    DIECI PRINCIPI DÌ TAIJIQUAN  
    (TAI CHI)DETTATI DA YANG CHENFU E SCRITTI DA CHEN WEIMING
  1. PRIMO PRINCIPIO: Essere vuoti e agili, mantenere la Forza Interiore alla sommità del capo.
  2. Mantenere la Forza Interiore alla sommità del capo significa tenere il capo ben diritto, in modo che l'Energia Spirituale sia connessa con la sommità del capo.
    Non usare la Forza Muscolare, che renderebbe rigido il collo e non favorirebbe il libero flusso del sangue e di Soffio Vitale (QI).
    Senza essere vuoto e agile e mantenere la forza interiore alla sommità del capo, l'essenza vitale e lo spirito non possono essere messi in movimento.
    Commento:
    Durante la pratica, dunque, si tratta di mantenere la mente libera da ogni preoccupazione e da ogni pensiero, vuota e fluida, disponibile a partecipare e ascoltare ciò che ci accade, per questo, agile.
    Un filo invisibile, un raggio, sospende la testa al cielo. Il movimento è in ogni caso morbido ed elastico, del tutto privo di ogni forza dura e muscolare che non farebbe che bloccare il flusso vitale (Qi).
  3. SECONDO PRINCIPIO: Tenere rientrato il torace e tendere la schiena.
  4. Tenere rientrato il torace significa tirarlo un poco indentro, a fin ché il Soffio Vitale discenda e si concentri nel Campo di Cinabro (Dan Tian) nel ventre.
    Evitare di gonfiare il petto, altrimenti il Soffio Vitale ristagnerà, e allora la parte superiore del corpo si farà pesante, mentre quella inferiore leggera, a causa di questo i piedi perderanno stabilità.
    Tendere la schiena si attua facendo aderire a essa il vostro Soffio Vitale. Tenere rientrato il torace comporta naturalmente che la schiena si tenda e, potremo emettere la Forza interiore a partire dalla colonna vertebrale, diventando così senza rivali.
    Commento:
    Il torace non è gonfio e disteso, dato che così facendo il respiro riempirebbe solo la gabbia toracica e vi ristagnerebbe senza scendere nel ventre. Il torace è invece in ogni caso rilassato e rientrato, e il respiro può così scendere a nutrire il ventre e a rinforzare, un po' sotto l'ombelico, il vero baricentro energetico dell'organismo, il Campo di Cinabro o Dan Tian.
    La schiena è tonica e tesa, è come un potente ponte che connette il movimento del basso, le gambe, al movimento dell'alto, le braccia. È poi dalla schiena che verso l'alto si muove, verso le braccia e le mani, la potenza interiore del praticante, la sua Forza Interiore.
  5. TERZO PRINCIPIO: Rilassare la vita.
  6. La vita è il direttore di tutto il corpo.
    I piedi possono essere ben radicati a terra, e il bacino può essere in equilibrio stabile solo se la vita è rilassata. I passaggi del peso del corpo da un piede pieno all'altro vuoto si eseguono a partire dal movimento rotatorio della vita.
    Per questo la tradizione dice che la vita è la fonte del comando di ogni movimento. Se durante la pratica ci si sente in disarmonia, questo accade a causa dell'atteggiamento della vita e delle gambe.
    Commento:
    Fondamentale è l'importanza della vita, che in ogni caso deve essere rilassata e mobile. È la rotazione della vita che permette al movimento delle gambe di salire alla parte alta del corpo e di esprimersi nelle braccia. La rotazione della vita è il segreto per rendere fluido, armonico e rotondo il movimento.
    Va qui anche notata l'importanza della rotondità di ogni
    movimento, anch'essa in relazione con l'atteggiamento rilassato e rotatorio della vita.
    Va ricordato come ogni movimento del Taiji contiene cerchi e, come dare forma a cerchi con il proprio movimento, sia una costante dell'allenamento.
    Il movimento rotondo è anche per altro il più produttivo nel trasformare una forza contraria in forza che contrattacca. Si tratta di fare propria la forza che ci attacca assumendola come forza tangenziale al nostro movimento rotatorio e, in questo modo assorbirla e trasformarne poi la direzione proprio mediante la nostra rotazione, fino a invertirne la direzione, che viene così a coincidere con la direzione della nostra forza. 
    La forza a noi contraria diviene così nostra stessa forza.
  7. QUARTO PRINCIPIO: Distinguere il vuoto dal pieno.
  8. Distinguere il vuoto dal pieno è il fondamento della pratica del Taijiquan.
    Se tutto il peso del corpo è sulla gamba destra, si dice che essa è piena mentre la sinistra è vuota e viceversa.
    Solo distinguendo il pieno dal vuoto è possibile praticare movimenti circolari, leggeri, agili e naturali.
    In caso contrario ogni spostamento si farà
    pesante, goffo e maldestro, e il corpo non avrà stabilità e, facilmente si perderà l'equilibrio alla minima azione avversaria.
    Commento:
    Durante l'esercizio il peso del corpo si muove senza sosta da un piede all'altro.
    Meno che all'inizio e alla fine dell'esercizio, il peso del corpo non è mai pari sui due piedi, è continuo e fluido, seppur lento, movimento dal piede pieno, quello cioè che è carico del peso, al piede vuoto, quello che ne è scarico e, viceversa.
    Si tratta di una norma fondamentale perché la pratica si svolga fluida e leggera.
  9. QUINTO PRINCIPIO: Abbassare le spalle e lasciare scendere i gomiti.
  10. Abbassare le spalle significa rilassarle e lasciarle cadere. Non rilassare e non tenere le spalle basse e, tenerle sollevate porterà una risalita del soffio vitale e, questo si tradurrà in una mancanza di forza in tutto il corpo.
    Lasciare cadere i gomiti significa tenerli rilassati e bassi. Tenere i gomiti alti rende impossibile tenere basse le spalle, e questo fa si che non si riesca a respingere lontano l'avversario. In questo caso la tecnica utilizzata viene a essere simile alle tecniche proprie degli
    Stili Esterni, che utilizza la Forza interiore solo in modo discontinuo.
    Commento:
    Viene sottolineata la necessità di tenere le spalle basse. E per farlo è necessario tenere i gomiti bassi, per evitare che le spalle siano sollevate.
    E precisato che questo modo differenzia di Stili Interni da quelli Esterni.
    Se le spalle e gomiti sono basse e rilassate, allora il torace è rientrato e chiuso e, il respiro potrà discendere al Campo di Cinabro nella profondità del ventre.
    La morbida fluidità del movimento attiverà allora la Forza Interiore, vero fondamento energetico della pratica del Taijiquan. Se le spalle e gomiti sono alte, il respiro si fermerà nel torace, il movimento sarà quindi inefficace e discontinuo.
  11. SESTO PRINCIPIO: Utilizzare l'intenzione e non la forza muscolare.
  12. Nel trattato di Taijiquan (attribuito a Zhang San Feng) è scritto che il fondamento della pratica sta nell'utilizzare l'Intenzione, non la forza muscolare. Nella pratica del Taiji l'intero corpo deve essere rilassato. Fra i tendini, i muscoli, le ossa e le vene non  devono restare, ne ristagnare nessuna forma di energia grossolana, che impaccerebbe la fluidità del movimento.
    Solo così, quando il corpo è rilassato, è possibile passare da un movimento al seguente in modo leggero e semplice e, ruotare il corpo in modo naturale.
    Alcuni si domandano come sia possibile avere forza senza utilizzare la forza muscolare.
    Nei canali del corpo circola il Qi come l'acqua circola nei canali della Terra.
    Se i canali della terra sono senza intoppi, l'acqua fluisce liberamente; i canali del corpo non sono ostruiti e il Soffio Vitale circola ovunque nell'organismo.
    Se l'energia grossolana intoppa i canali, il flusso del sangue e del Qi ne sono ostacolati, i movimenti circolari del corpo sono allora
    impediti e, basta essere tirati per un capello perché tutto il corpo si sbilanci.
    Tuttavia se al posto della forza muscolare, si utilizza l'Intenzione, dove questa arriva, lì arriva il Soffio Vitale. In questo modo il Sangue e il Qi fluiscono in tutto il corpo liberamente e incessantemente.
    A seguito di un lungo allenamento si acquisisce la vera Forza Interiore e allora, come dice il trattato di Taiji di Zhang San Feng, estrema morbidezza produce estrema durezza.
    Chi pratica Taijiquan ha braccia che paiono di cotone, ma sono come il metallo e, la forza e in esse profonda e radicata. Mentre chi pratica Arti Marziali esterne, sembra forte nell'attimo dell'impegno muscolare, ma nei momenti del non impegno è instabile e facilmente squilibrabile. Questo perché la sua forza muscolare è solo superficiale.
    Se s'impiega la forza muscolare in luogo dell'intenzione, l'avversario ci potrà facilmente far muovere a suo vantaggio e questa non è cosa degna di menzione.
    Commento:
    Sintetici principi di fisiologia energetica taoista ci permette di identificare il vero movente della pratica del Taiji, l'Intenzione.
    Gli stili interni di Taiji (Taijiquan, Baguazhang, Hsing I) non è questione di forza muscolare, non sono questione di potenza
    fisica, come invece lo sono le Arti Esterne.
    Qui si tratta di Arti Interne, ed è questione di Intenzione, determinata e costante indirizzata dritta allo scopo.
    Sorrette da una corretta intenzione, le energie organiche fluiranno liberamente e con l'allenamento la Forza interiore, si arricchirà e la pratica del Taiji si farà sempre più proficua.
  13. SETTIMO PRINCIPIO: Connettere l'alto e il basso.
  14. Collegare le due parti del corpo, l'alto e il basso, significa applicare quanto indica il Trattato di Taiji di Zhang e, cioè che la forza interiore hanno le sue radici nei piedi, si sviluppa nelle gambe, è diretta dalla vita, si manifesta nelle dita.
    Piedi, gambe e vita devono essere percorsi e armonizzati da un unico flusso di Soffio Vitale.
    Vi deve essere totale corrispondenza tra i movimenti dei piedi, della vita e delle mani; contemporaneamente vi deve essere armonica connessione con l'energia spirituale che si esprime nello sguardo.
    Questo significa connettere l'alto con il basso.
    Se invece anche una sola parte del corpo non si muove coerentemente al resto del corpo, si forma disordine e scoordinamento.
    Commento:
    Il movimento e la forza interiore che ne sono il movente hanno direzione ascendente.
    Inizia dai piedi, che sono totalmente radicati a terra, sale e si sviluppa lungo le gambe, specie lungo la gamba in pienezza, raggiunge la vita che collega e dirige il movimento specie con la sua morbida
    rotazione e, si esprime lungo le braccia manifestandosi nelle mani.
    La forza interiore si manifesta dunque nelle mani e, può anche essere emessa dalle mani, ma si fonda sulla coordinazione di quell'unico movimento che pervade tutto il corpo. E di esso l'Intenzione e lo Spirito sono radice e sostegno.
  15. OTTAVO PRINCIPIO: Unire l'interno con l'esterno.
  16. La pratica del Taijiquan coltiva l'Energia Spirituale. Per questo la tradizione dice che l'Energia Spirituale è il Maestro, mentre il corpo è l'aiutante.
    Se l'Energia Spirituale è attiva, allora il movimento è agile, leggero e naturale.
    La concatenazione dei movimenti avviene secondo il principio dell'alternanza del Pieno e Vuoto, dell'Apertura e della Chiusura.
    Quando si dice Apertura, non s'intende esclusivamente apertura delle mani e dei piedi, ma anche dell'Intenzione e dell'energia spirituale.
    Allo stesso modo, Chiusura non è solamente un'azione delle mani e dei piedi, ma è anche un'attività della Mente e dello Spirito.
    Se le due parti, l'interno e l'esterno, sono riunite in un solo
    Soffio Vitale, allora si realizza la perfetta unità.
    Commento:
    Il corpo si muove nell'ambiente che lo circonda ed è con esso in totale relazione.
    Si tratta di fare reale esperienza di come l'ambiente circostante e il nostro nucleo più intimo, il nostro ambiente interiore, il nostro
    cuore, coincidano attraverso il nostro movimento.
    Si tratta di partecipare con tutto noi stessi al significato e alla direzione del movimento che stiamo attuando.
    Si tratta alternativamente di entrare nell'ambiente circostante, questo è apertura, e di farlo entrare in noi, questo è chiusura.
  17. NONO PRINCIPIO: Muoversi in modo continuo e senza interruzione.
  18. Le pratiche Esterne e Marziali utilizzano la forza grossolana, e non quella raffinata del Cielo anteriore della nascita.
    Così nei movimenti vi sono inizi e fini e, interruzioni e soluzioni della continuità.
    Nel momento in cui la Forza vecchia finisce e quella nuova non è ancora nata, è proprio il momento in cui più facilmente si può essere
    sconfitti. Ma nel Taiji s'impiega l'Intenzione, non la forza
    muscolare e, per questo la sua pratica si svolge senza interruzioni, da quando inizia a quando termina. I movimenti scorrono senza discontinuità, circolari e continui.
    Nel trattato di Zhang San Feng, è scritto che la lunga concatenazione assomiglia allo scorrere delle acque di un lungo fiume, o al fluttuare delle onde dell'oceano, e anche scritto di utilizzare la forza interna con continuità, come quando si diana il filo di seta dal bozzolo. Questo paragoni indicano che tutti i movimenti della pratica devono essere unificati da un unico Soffio Vitale.
    Commento:
    Il segreto del Taijiquan stile interno, sta tutto nella continuità.
    Se la pratica si svolge senza interruzione, allora la forza Interiore si accumula in noi come un gomitolo di energia. Se interrompiamo il movimento la forza Interiore, si disperde.
    Dunque la Forma Lunga è sì composta secondo la tradizione da centootto movimenti, ma si tratta in realtà di un unico ininterrotto movimento, dall'inizio alla fine.
    E' dunque la continuità del movimento che permette di accumulare la forza interiore, forza fatta di morbidezza e di elasticità che, guidata dall'Intenzione, è l'energia attivata nella pratica interna.
    Come più volte ripetuto la Forza Muscolare, fondamento delle pratiche esterne, è qui del tutto assente.
  19. DECIMO PRINCIPIO: Ricercare la calma nel movimento.
  20. Negli stili esterni sono importanti i salti e gli allunghi, e in questi la forza muscolare e il Soffio Vitale sono sfruttati sino all'esaurimento. Perciò chi pratica queste arti marziali dopo l'allenamento è stanco e senza fiato.
    Nel Taiji invece è la calma che dirige il movimento. Colui chi pratica si muove, ma resta calmo.
    Per questo è indicato eseguire la concatenazione dei movimenti il più lentamente possibile.
    Praticando lentamente il respiro si fa lungo e profondo, e il Soffio Vitale discende e si concentra nel ventre, nel Dan Tian e, le pulsazioni non si fanno troppo rapide.
    Conviene che coloro chi praticano si applichino per comprendere
    tutto ciò.
    Commento:
    Il trattato è iniziato indicando il modo mentale della pratica, l'assenza di preoccupazioni e di pensieri; e qui termina circa con lo stesso argomento, indicando la calma, il vuoto emozionale, come fondamento del progresso e del successo.
    L'immobilità della mente è la condizione ideale perché il movimento del Taiji sia veramente armonico, fluido, rotondo, e in qualche misterioso modo, immobile.
    Di qui l'importanza della lentezza nell'armonica esecuzione dei movimenti corporei, lentezza che favorisce l'attuazione di movimenti energetici interni analoghi ai movimenti corporei.
    La tradizione assimila la calma, lenta e rotonda continuità della successione dei movimenti alla masticazione del cibo.
    Solo una lenta e placida masticazione realizza già in bocca un vero momento di riunione fra l'esterno, il cibo ingerito e, l'interno, colui chi si alimenta,  è già in tutto una prima importante digestione e trasformazione energetica.
    Allo stesso modo solo una pratica del Taijiquan
    calma, lenta, placida, prolungata e continua, permette una vera riunione fra il praticante e l'ambiente esterno e, solo così si attua quella trasformazione energetica nel praticante e fra il praticante e l'ambiente esterno che è nel fondamento di quest'arte.
    Va comunque notato come nella pratica del Taiji la lentezza può lasciare spazio all'improvvisa rapidità del lampo, ne è infatti la radice.
    SONG SHUMING